La sua durata sarà "infinita": è in arrivo la batteria al carbonio-14

Forse siamo vicini ad una batteria "illimitata", e non dovremmo più preoccuparci della durata dei nostri dispositivi elettronici.

28 gennaio 2025 10:00
La sua durata sarà "infinita": è in arrivo la batteria al carbonio-14 - Illustrazione di alcune batterie (Depositphotos FOTO) - findbest.it
Illustrazione di alcune batterie (Depositphotos FOTO) - findbest.it
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Hai mai immaginato una batteria che dura più di mille anni? No, non è uno scherzo o una trovata fantascientifica. Parliamo di una vera rivoluzione nel mondo dell’energia: la batteria di diamante al carbonio-14. Lo so, il nome suona già incredibile di per sé. Non aspettarti però che alimenti il tuo smartphone o il laptop, almeno non ancora. Ma è perfetta per piccoli dispositivi medici, sensori o persino orologi, specialmente in ambienti estremi come lo spazio. Una soluzione geniale per situazioni in cui sostituire una batteria non è proprio pratico.

La prima batteria di questo tipo è stata creata dai ricercatori dell’Università di Bristol insieme alla UK Atomic Energy Authority (UKAEA). L’idea di base è tanto semplice quanto affascinante: sfruttare il decadimento radioattivo del carbonio-14 per generare elettricità. Ah, già... il carbonio-14. Ti ricorda qualcosa? Probabilmente i libri di scuola e la famosa datazione dei reperti archeologici e paleontologici, vero? Bene, questa volta il caro vecchio isotopo si presta a un uso completamente diverso, ma altrettanto innovativo.

Il bello di queste batterie è che promettono di essere praticamente eterne, almeno in termini di vita umana. Ma non è tutto rose e fiori. La potenza generata è davvero minima – parliamo di qualche microwatt, il che è perfetto per dispositivi di piccola scala, ma non aspettarti di caricare il tuo tablet. Eppure, in certi contesti, queste batterie potrebbero fare davvero la differenza. Immagina una sonda spaziale alimentata per secoli, senza bisogno di interventi.

Ma prima di entusiasmarci troppo, facciamo un passo indietro e capiamo meglio come funziona tutto questo. Fidati, è una storia che merita di essere raccontata.

Il carbonio-14, da fossili a futuristico

Allora, torniamo un attimo al carbonio-14. Se hai un minimo di familiarità con la scienza, saprai che è un isotopo radioattivo famoso per la datazione dei reperti organici. E qui viene il bello: durante la vita, tutti gli esseri viventi assorbono carbonio-14. Poi, una volta che l'organismo non è più tra noi, il carbonio-14 comincia a decadere a un ritmo ben preciso. Questo processo è utilissimo per stabilire l'età di un reperto, e funziona da decenni. Gli scienziati britannici hanno pensato: "Ehi, perché non catturiamo gli elettroni emessi dal decadimento del carbonio-14 per generare energia?" E così hanno fatto.

La "magia" avviene grazie a una struttura in diamante che avvolge l'isotopo e trasforma questi elettroni in elettricità. E non è solo una questione di efficienza: il diamante protegge anche il materiale radioattivo, rendendo il tutto sicuro e stabile. Un dettaglio interessante è che il carbonio-14 utilizzato non viene estratto da qualche antica riserva segreta, ma recuperato dai rifiuti radioattivi generati dai reattori nucleari. Insomma, è un esempio perfetto di come la scienza possa trasformare un problema in una risorsa.

Illustrazione di alcuni diamanti (Depositphotos) - findbest.it

Una batteria che sfida il tempo

Parliamo un attimo di durata. Quanto dura questa batteria? Beh, preparati a essere impressionato: migliaia di anni. Sì, hai letto bene. Grazie all'emivita del carbonio-14, che è di circa 5.730 anni, queste batterie potrebbero letteralmente sopravvivere a noi, ai nostri figli e probabilmente anche a diverse generazioni future. Certo, la potenza è limitata a pochi microwatt, ma per dispositivi come sensori o impianti medici è più che sufficiente. Immagina un pacemaker che non ha mai bisogno di essere sostituito o un sensore che traccia un satellite nello spazio per centinaia di anni. Incredibile, vero?

Ma c'è di più: queste batterie sono anche biocompatibili. Ciò significa che possono essere impiegate in dispositivi medici senza rischi per il corpo umano. Pacemaker, impianti oculari, apparecchi acustici... la lista delle applicazioni potenziali è davvero lunga. Per darti un'idea concreta di come funziona, gli scienziati hanno calcolato che un grammo di carbonio-14 fornisce circa 15 Joule di energia al giorno. Tradotto in potenza continua, parliamo di 173 microwatt al giorno. Non è molto, ma è costante e affidabile, perfetto per applicazioni a bassa potenza. E la cosa davvero intrigante? Il carbonio-14 viene estratto dai blocchi di grafite irradiati presenti nei reattori nucleari. Questi blocchi, in passato, erano un problema ambientale non da poco. Ora, invece, rappresentano una risorsa preziosa.

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