Microchip del futuro? Un cristallo di un millimetro può conservare miliardi di bit
Sembra che sia stato ipotizzato un cristallo di appena un millimetro con una capacità di miliardi di bit: ecco la scoperta Negli ultimi tempi il modo per immagazzinare informazioni è diventato sempre...
Sembra che sia stato ipotizzato un cristallo di appena un millimetro con una capacità di miliardi di bit: ecco la scoperta
Negli ultimi tempi il modo per immagazzinare informazioni è diventato sempre più piccolo. Una volta si usavano i registri, poi si è passati ai floppy, successivamente ai dischi e alle chiavette USB. Oggi si impiegano delle schede SD di pochissimi centimetri dalla quantità di gigabyte enorme.
Il trend potrebbe continuare ancora nel prossimo futuro. Dei ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago hanno sviluppato una tecnica innovativa per creare bit di memoria utilizzando difetti nei cristalli, ciascuno delle dimensioni di un singolo atomo.
La capacità di questi cristalli è incredibile, si potrebbero conservare miliardi di bit in uno spazio quasi invisibile. La scoperta del team di ricercatori è stata pubblicata su Nanophotonics e molti sono stati entusiasti di leggere tutti i dettagli.
In cosa consiste e quali potrebbero essere le applicazioni pratiche per il futuro? Ecco tutto quello che c'è da sapere su questo fantastico risultato.
Cristalli capaci di immagazzinare informazioni: ecco i dettagli
I ricercatori, guidati in parte dall'assistente Tian Zhong, hanno scoperto un metodo che nasce dall’integrazione tra fisica dello stato solido e ricerca quantistica, applicata inizialmente a dosimetri per la misurazione delle radiazioni. Il progetto è iniziato con il dottorato di Leonardo França all’Università di San Paolo, in Brasile, studiando materiali capaci di assorbire e trattenere informazioni sulle radiazioni ricevute. Manipolando queste informazioni con la luce, il team ha capito che lo stesso principio poteva essere utilizzato per la memoria digitale.
Per realizzare il nuovo metodo di archiviazione, i ricercatori hanno aggiunto ioni di terre rare (in particolare praseodimio) a un cristallo di ossido di ittrio. Attivato da un laser UV, il materiale libera elettroni, che vengono intrappolati nei difetti cristallini. Controllando la presenza o assenza di carica in questi difetti, il sistema immagazzina dati in forma binaria.
Una scoperta rivoluzionaria?
Secondo molti, questo nuovo metodo di immagazzinare informazioni potrebbe essere rivoluzionario. Perché? Perché questa tecnologia potrebbe rivoluzionare la memoria dei computer classici, permettendo l’archiviazione di miliardi di bit in un solo millimetro cubo di materiale, con una scala mai vista prima nell’informatica tradizionale.
Tuttavia, al momento la tecnologia è ancora in una fase "embrionale". Le basi per portare avanti dei progetti concreti ci sono tutte, ma bisognerà ancora vedere se ci dovessero essere risultati discordanti nei vari test. In ogni caso, i ricercatori continueranno a lavorare al riguardo e presto potrebbero arrivare i cristalli capaci di immagazzinare miliardi di informazioni in uno spazio minimo.