Quando i computer occupavano intere stanze: la storia dei primi supercomputer
Oggi i computer sono di dimensioni ridotte, addirittura portatili, ma un tempo occupavano intere stanze: ecco la storia e le curiositàI computer oggi sono imprescindibili praticamente per chiunque. Tu...
Oggi i computer sono di dimensioni ridotte, addirittura portatili, ma un tempo occupavano intere stanze: ecco la storia e le curiosità
I computer oggi sono imprescindibili praticamente per chiunque. Tutti ne hanno almeno uno in casa e molti lavorano in ufficio grazie a un terminale simile. Immaginare un metodo di lavoro senza PC è praticamente impossibile.
Dal momento del loro lancio e della loro creazione, il mondo non è più stato lo stesso. Eppure, un tempo i computer non erano accessibili a chiunque. Anzi, i primi modelli sviluppati erano dei supercomputer di dimensioni molto importanti.
Tra gli anni '40 e gli anni '50 i supercomputer sono stati realizzati negli Stati Uniti. Alcuni erano avveniristici per i tempi e permettevano di svolgere operazioni complicate.
Ecco uno sguardo su quel periodo, cercando di comprendere quali sono stati i primi esemplari che hanno "aperto" la strada al nostro amico informatico che tutti usiamo oggi.
Supercomputer, ecco i primi a essere stati realizzati
Il primo supercomputer a essere realizzato è il Mark I dell'azienda americana IBM, completato da una squadra di uomini e donne nel 1944. Il team lavorò per anni alla realizzazione di questo strumento, incredibilmente grande e con tanti collegamenti. Era lungo quasi 15 metri e vantava oltre 750 mila componenti. I suoi utilizzi furono diversi e la squadra utilizzò il Mark I anche per calcolare i danni dell'eventuale implosione della bomba atomica.
Successivamente, nel 1945 venne realizzato l'ENIAC, una macchina elettronica veloce che potesse servire all'esercito degli Stati Uniti. Il supercomputer occupava un'intera stanza di 50 metri per 30 con 40 pannelli alti più di due metri. Poteva fare più di 5.000 addizioni in un secondo, un netto passo in avanti rispetto al Mark 1 che ne faceva poco meno di quattro.
Il continuo sviluppo negli anni '50
Nel 1949 prese forma l'EDVAC, una sorta di prototipo di "computer universale" ipotizzato da Alan Turing. Rispetto al modello precedente, questo computer presentava alcune caratteristiche interessanti come la memoria a linea di ritardo al mercurio, un predecessore del transistor. Comunque, lo spazio occupato aumentò arrivando a 490 metri quadrati.
Nel 1951 arrivò l'UNIVAC, un computer meno grande ma non meno potente. Inoltre, i risultati della macchina venivano registrati su nastro magnetico e non su schede perforate. Le informazioni venivano poi stampate su una risma continua di carta per computer. Infine, nel 1954 venne lanciato il primo computer che portò a una rivoluzione del settore: l'IBM 650. Si trattò del primo computer commerciale di successo, anche se il suo prezzo era proibitivo, ben 500.000 dollari e in 8 anni vennero vendute 1.800 unità. Da lì tutti impazzirono per i computer fino ad arrivare ai giorni nostri, nei quali tutti utilizzano il PC.